Never enough reading |
Una raccolta delle belle cose che leggo, i miei segnalibri virtuali |
Awesome Infographic: How to Write a Booker Prize-Winning Novel
L’ingegner Barilla del quinto piano, poi, mi faceva paura, sempre serio com’era, ma nello stesso tempo pensavo che se uno non s’impegnava nemmeno un po’ per risultare simpatico, non avrebbe potuto impegnarsi neanche per essere cattivo: e poi, mi dicevo, se Carmela Barilla l’ha sposato avrà avuto i suoi buoni motivi. Perché, anche se doveva chiedere a Tina una cortesia, la signora Barilla lo faceva in un modo tutto suo: sembrava che al posto del carattere avesse la gentilezza, ecco.
[Chiara Gamberale, Le luci nelle case degli altri]
Ruth, seduta per terra sul tappetino, avrebbe voluto toccarle la pelle e i capelli, avrebbe voluto essere abbracciata. Mi domandai se questo desiderio provato a tre anni avesse scatenato quello che sarebbe poi venuto fuori a otto: quella sensazione confusa di diversità, la sensazione che le sue cotte per le insegnanti donne o per sua cugina fossero più vere delle cotte che prendevano le altre ragazzine. Le sue avevano dentro un desiderio che andava oltre la dolcezza e l’attenzione, nutrivano una voglia che cominciava a fiorire verde e gialla in una passione dai petali soffici di croco sotto i quali spuntava una strana adolescenza.
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Prendersela con qualcuno era più facile che sommare le cifre crescenti di quel che aveva perduto.
[Alice Sebold, Amabili resti]
I cassetti sbadigliavano, vuoti.
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Un tordo volò attraverso il prato e andò a posarsi sulla amgnolia, davanti alla finestra della sala da pranzo. Riuscivo a sentirne il profumo, tenue, delicato, fin nel prato dove ero seduta. Era l’ora del silenzio e della quiete. Dalla baia sottostante si sentiva lo sciabordio del mare, ora remoto. La marea doveva essersi ritirata. L’ape tornò a ronzare sopra di noi, fermandosi a succhiare i boccioli del castagno. “Questo è quel che sognavo” pensai “così speravo che fosse, la vita a Manderley.”
Avrei voluto restare lì seduta, senza parlare, senza dover ascoltare gli altri, riponendo nel cassetto dell’eternità questo momento in cui tutti eravamo in pace, soddisfatti e un po’ assopiti, perfino l’ape che ci volava attorno.
[Daphne Du Maurier, Rebecca la prima moglie]
Neil Gaiman, Fragile Things (via excessivebookshelf)
(via teachingliteracy)
(Fonte: amandaonwriting)
I mobili mi guardano con aria di rimprovero. Fiutano il tradimento. Mi minacciano: Guai a te se sveli il nostro prezzo, il colore e il design! Il pianoforte dice: Guai a te se gli racconti che Bernhard era il tuo maestro di piano! E della prima volta in cui vi siete baciati, e di come avete fatto l’amore sopra di me! La libreria chiede: Ma chi è questo Leo? Che ci fa qui? Perché passi tante ore insieme a lui? Perché mi trascuri? Perché sei diventata tanto pensierosa? Il lettore cd dice: Magari arriveremo al punto in cui non ascolterai più Rachmaninov -lo sai, la musica è una delle cose che vi unisce, a te e Bernhard- ma cosa piace a questo Leo, magari gli Sugar Babes! L’unico a obiettare è il portabottiglie del vino: Be’, io non ho niente contro questo Leo, noi tre ce la intendiamo a meraviglia. Il letto però ha un fare minaccioso: Emmi, quando dormi qui, non sognare di essere altrove. Non ti far beccare mai con questo Leo qua sopra! Sei avvertita!
Leo, non posso. Non posso raccontarle questo mondo. Non potrà mai entrarne a far parte. E’ troppo solido. E’ una fortezza. Non può essere conquistata, non tollera intrusi, è decisamente ostile. Leo, noi due dobbiamo restare “fuori”, è l’unica possibilità se non voglio perderla.
[Daniel Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del Nord]
Sentii un calore salire quando mi toccò l’angolo delle labbra con un polpastrello, quando mi baciò sulla nuca trasformandomi la schiena in un foglio scritto in braille.
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Gli afferro le spalle e le sue labbra stanno bevendo le mie e poi ho le sue mani sulla camicetta e mi sta sbottonando e sento l’aria entrarmi nella camicetta e sento la pelle della sua schiena, sento come ricade sulla spina dorsale, come cascate nel letto di un fiume, e le mie dita sono barche che risalgono la corrente delle vertebre e per un secondo mi sento al sicuro da me stessa.
[Aimee Bender, Un segno invisibile e mio]
Artist Koh Sang Woo
Koh Sang Woo - My work is about connect and passion. Not about the standard or norm of beauty but the...
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“When I met Johnny, I was pure virgin. He changed that. He was my first everything. My first real kiss. My first real boyfriend. My first fiancé....
Romy Schneider with daughter Sarah, ca. 1981
strenght [Hold On Tight Shelf]